valocchia 的个人资料Esperienza è il nome che...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
|
|
9月5日 YOU KNOW YOU'RE A DANCER WHENYOU KNOW YOU'RE A DANCER WHEN... 1. You stay up for three hours the night before a performance sewing ribbons on pointe shoes. 2. Being corrected isn't considered an insult 3. You rant and rave about the joys of stretching yourself out in every direction and your mother wonders where she went wrong.
4. You learn how to make light of a mistake on stage.
5. Leotards and tights become more comfy than clothes. 6. You suddenly have the urge to curtsy instead of saying thank you
7. Changing costumes in the wings in one minute becomes easy
8. You're able to untie and retie a pointe shoe in 45 seconds flat
9. Dancing with blisters becomes the norm.
10. Listening to Nutcracker music is a curse
11. You become a master in the field of toe health care
12. When waiting in line at the mall you stand in first position
13. You fall asleep in the splitz because "it's such a comfortable position!"
14. You're constantly broke because you're destroying pointe shoes at a constant rate of three per month.
15. You worry more about having water than food 16. You wonder why the average person goes to touch their toes and can't get past their knees without groaning.
17. You go to grab something off the floor and your leg shoots up to a perfect penchee.
18. You forget how to count past 8
19. You're able to sew anything in a quick fix. 20. You think the best cure for a sprained ankle is to dance on it.
21. You recycle everything fom tights to pointe shoes to leotards
22. You find that odd things like masking tape and paper towels are more useful than band-aids.
23. The studio becomes your second home
24. Your bedroom is clean as a result of never being in it.
25. Your dancebag is a pigsty as a result of always being in it. 26. Potentially hazardous sports are off-limits until after Nutcracker season 27. You hear football players complaining of "turf toe" and laugh at the simplicity of their toe problems 28. Karate is a no-no because you find it hard to kick with flexed feet and uneven hips 29. Instead of jogging, you run turned out and on the ball of your foot. 30. You're not sure if the mirror has become your friend or your enemy. 31. You put on your pointe shoes to reach high places
32. You use your swingset to practice fouettes
33. You dance down the hallway instead of just walking
34. You walk with your feet turned out without even thinking about it
35. You have a permanent crease in your hair from all those buns
36. The top shelf in your cupboard is filled with old dance shoes
8月6日 che tu sia per me il coltelloHo letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all'estremità della spina dorsale.
Si chiama Luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte né brucia nel fuoco.
Da lì, da quell'ossicino, l'uomo verrà ricreato al momento della resurrezione dei morti.
Così per un certo periodo ho fatto un piccolo gioco: cercavo di indovinare quale fosse il luz delle persone che conoscevo.
Voglio dire, quale fosse l'ultima cosa che sarebbe rimasta di loro, impossibile da distruggere e dalla quale sarebbero stati ricreati.
Ovviamente ho cercato anche il mio, ma nessuna parte soddisfaceva tutte le condizioni.
Allora ho smesso di cercarlo.
L'ho dichiarato disperso finché l'ho visto nel cortile della scuola.
Subito quell'idea si è risvegliata in me e con lei è sorto il pensiero, folle e dolce, che forse il mio luz non si trova dentro di me, bensì in un'altra persona.
David Grossman 7月30日 mitigoI delfini vanno a ballare sulle spiagge. RIT: Hey turista so che tu resti in questo posto italico. Abbronzatura da paura con la diossina dell’ILVA. Nella zona spacciano la morìa più buona. RIT: E’ vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica. Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati RIT: O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, 4月21日 election dayI 24 CONDANNATI DEFINITIVI IN PARLAMENTO (Aggiornato a Ottobre 2007)
4月19日 aaaaaaahmedoooooooAhmedo roni heyran
My Ahmedo,My light 3月21日 parola chiave: paralleleeeeeJeté entrelacé è uno dei principali e più difficili passi della danza classica.
Si esegue con mezzo giro del corpo en dedans e termina in posa arabesque.
Durante il salto, le braccia di solito sono in terza posizione (o in prima), alla fine possono assumere diverse posizioni: I, II o III arabesque, terza posizione, prima e terza posizione, seconda e terza posizione ecc. Mettersi sulla gamba destra di profilo con la gamba sinistra stesa indietro con la punta a terra (posa di I o II arabesque). Eseguire un demi-plié, e alzare la gamba sinistra a 45°. Fare un passo e passare dalla punta del piede sulla gamba sinistra in demi-plié, aprendo le braccia in seconda posizione. Saltare e spingere il pavimento con la gamba sinistra. Lanciare la destra attraverso la I posizione in avanti a 90° al punto 7. Abbassare le braccia dalla seconda posizione e nel prendere forza alzarle in terza. Lanciare la gamba sinistra verso la destra, sostenere il corpo ed eseguire mezzo giro in aria en dedans. Terminare il salto sulla gamba destra in demi-plié con la sinistra indietro a 90°; la testa e le braccia sono nella posa di I arabesque, di fronte al punto 3. Mantenere la posa. 1月10日 Prova di Lingua1月2日 prossimo spettacolo..Ricerca di se stessi. Rappresentare se stessi. Disimparare per riprogrammare la nostra vita. Perché la vita è un meraviglioso caleidoscopio di mille azioni semplici, normali, eppure assolutamente uniche, come è unico ciascuno di noi. È la nostra intrinseca unicità a renderci straordinari proprio nella “normale” quotidianità. Non serve cercare di essere eccezionali, i migliori, gli insuperabili: lo siamo già! Solo che lo abbiamo dimenticato. E dal quotidiano nasce l’arte. Ogni espressione della vita è in sé una danza: ogni movimento, anche il più impercettibile dei sussulti può diventare esteticamente “bello” semplicemente se guardato e riprodotto. La vita altro non è che lo scintillio di idee, sogni, progetti, realizzazioni, delusioni e conquiste che si affastellano nella nostra mente, nel nostro io. Daniel Ezralow mette in scena la follia, la gioia e il dolore che ci rendono vivi e unici, per rappresentare attraverso la danza – la forma d’arte forse più istintiva e ancestrale – le idee che si sovrappongono, le occasioni che si manifestano, le scelte che ne conseguono, il tema che caratterizzerà la vita di ciascuno di noi. WHY BE EXTRAORDINARY WHEN YOU CAN BE YOURSELF DANIEL EZRALOW
1月1日 specialistica a roma!!La società dei Magnaccioni Fatece largo che passamo noi,
Ma che ce frega, ma che ce 'mporta
E si per caso viè er padron de casa, de botto te la chiede la pigione, e noi j'arisponnemo: A sor padrone, t'amo pagato e 'nte pagamo più. T'amo pagato e 'nte pagamo più.
Che c'iarifrega che c'iarimporta si l'oste ar vino cià messo l'acqua:
Ce piaceno li polli
Portece n'antro litro,
11月19日 GRAZIEEEETi voglio bene Ti voglio bene non solo per quello che sei, ma per quello che sono io quando sto con te. Ti voglio bene non solo per quello che hai fatto di te stesso, ma per ciò che stai facendo di me. Ti voglio bene perchè tu hai fatto più di quanto abbia fatto qualsiasi fede per rendermi migliore, e più di quanto abbia fatto qualsiasi destino per rendermi felice. L'hai fatto senza un tocco, senza una parola, senza un cenno. L'hai fatto essendo te stesso. Forse, dopo tutto, questo vuol dire essere un amico. Lo splendore dell'amicizia non è la mano tesa né il sorriso gentile né la gioia della compagnia: è l'ispirazione spirituale quando scopriamo che qualcuno crede in noi ed è disposto a fidarsi di noi. ~ R.W. Emerson
10月17日 Notre Dame de ParisDomenica a vedere Notre Dame con la Carol....favoloso...ballerini soprattutto!!
10月8日 MemorandumE' un'incognita ogni sera mia... Un'attesa, pari a un'agonia. Troppe volte vorrei dirti: no! E poi ti vedo e tanta forza non ce l'ho! Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no! Le mani tue, strumenti su di me, che dirigi da maestro esperto quale sei... E vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai, dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi. Tanto sai che quassù male che ti vada avrai tutta me, se ti andrà per una notte... ... E cresce sempre più la solitudine, nei grandi vuoti che mi lasci tu! Rinnegare una passione no, ma non posso dirti sempre sì e sentirmi piccola così tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te. Troppo cara la felicità per la mia ingenuità. Continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore... So - no sempre tua, quando vuoi, nelle notti più che mai, dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi. Tanto sai che quassù male che ti vada avrai tutta me, se ti andrà, per una notte... sono tua... ... la notte a casa mia, sono tua, sono mille volte tua... E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo mai! Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu, il resto di una gioventù che ormai non ho più... E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia, ora ammetto che la colpa forse è solo mia, avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato. Minuetto suona per noi, la mia mente non si ferma mai. Io non so l'amore vero che sorriso ha... Pensieri vanno e vengono, la vita è così... 9月16日 Molto forte, incredibilmente vicinoSto pensando ad Anna, darei qualsiasi cosa per non pensare più a lei, posso solo tenermi aggrappato alle cose che voglio perdere, sto pensando al giorno in cui ci conoscemmo, lei accompagnava suo padre a trovare mio padre, erano amici, prima della guerra avevano parlato di arte e letteratura, ma dopo lo scoppio della guerra parlavano soltanto della guerra, la vidi avvicinarsi quando era ancora lontana, io avevo quindici anni e lei diciassette, ci sedemmo insieme sull’erba mentre dentro i nostri padri parlavano, come avremmo potuto essere più giovani? Non parlammo di nulla in particolare, ma sembrava che stessimo parlando di cose importantissime, strappavamo manciate d’erba e le chiesi se le piaceva leggere e lei rispose: “No, però ci sono libri che adoro, adoro, adoro” e disse proprio così, tre volte, “A te piace ballare?” mi chiese, e: “A te piace nuotare?” le chiesi io e ci guardammo fino a quando sembrò che tutto prendesse fuoco, “Ti piacciono gli animali?” “Ti piace il brutto tempo?” “Ti piacciono i tuoi amici?” Le parlai delle mie sculture, lei disse: “Sono sicura che diventerai un grande artista”. “Come fai a essere sicura?” “Sono sicura e basta”. Le dissi che ero già un grande artista, perché a tal punto ero insicuro di me, e lei: “Intendo dire un artista famoso” e io ribattei che non era quello che mi importava e lei chiese cosa mi importava, io risposi che lo facevo solo per passione, e lei rise e disse: “Tu non capisci te stesso” e io: “Certo!” Lei mi disse: “non c’è niente di male a non capire se stessi” e vedeva attraverso il mio guscio, nel centro di me, “Ti piace la musica?” I nostri padri uscirono e si fermarono sulla soglia, e uno dei due disse: “Cosa faremo?” e capii che il tempo per stare insieme a lei era quasi finito e le chiesi se le piaceva fare sport e lei mi chiese se mi piaceva giocare a scacchi, io le chiesi se le piacevano gli alberi caduti e lei andò a casa con suo padre, il centro di me la seguì ma rimasi da solo con il mio guscio, avevo bisogno di rivederla, e non riuscivo a spiegarmi quel bisogno e per questo era un bisogno così bello, perché non c’è niente di male a non capire se stessi. SaudadeSer forte ... é:
... amar alguém em silêncio ... ... irradiar felicidade quando se é infeliz ... ... tentar perdoar alguém que não merece perdão ... ... esperar quando não se acredita no retorno ... ... manter-se calmo no momento de desespero ... ... demonstrar alegria quando não se sente ... ... sorrir quando se deseja chorar ... ... fazer alguém feliz quando se tem o coração em pedaços ... ... calar quando o ideal seria gritar à todos a sua angústia ... ... consolar quando se precisa de consolo ... ... elogiar quando se tem vontade de maldizer ... ... ter fé naquilo que não se acredita. ![]() |
|
|